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martedì 3 marzo 2015

Risparmiare tra pance e bebé

Tra i numerosi libri di puericultura esposti sugli scaffali delle librerie, un filone in voga è - forse complice l'infinita crisi economica che ci prosciuga mente e borsellino - quello all'insegna dei consigli sul risparmio. Ovvero di come vivere gravidanza e maternità a costo zero o quasi.
Guardando indietro, ai nove mesi da panciuta e ai 20 successivi in perenne compagnia di un nanetto coi capelli a frittatina, mi rendo conto di aver messo in pratica la filosofia portafoglio friendly, pur non avendo mai letto né consultato la bibliografia di cui sopra.

Pre-maman
In tempi ancora non sospetti, quando un figlio era qualcosa di vicino più o meno come le calende greche, non consideravo che la gravidanza diventa esteriormente tale più o meno dal quinto-sesto mese in avanti. Generalmente infatti la pancia inizia a bombarsi davvero solo oltre la metà delle quaranta settimane. Prima rimane confinata e mascherabile anche sotto abiti civili. A maggior ragione per una come me, perennemente magretta e poco formosa. 
Quindi il mio guardaroba autunno-inizio inverno non ha mutato forma. Ho continuato a indossare gli stessi pantaloni fin quando ho realizzato che tenerli sbottonati in ufficio forse non era più la soluzione. Per allora mi sono decisa a fare un giro a caccia di abiti pancia-friendly. Rigorosamente di seconda mano. Con poche decine di euro, qui ho comprato pantaloni, maglie, golf capienti e pure carini.
Poi è arrivata P. con i suoi sacchettoni. L'ottima P., sciccosissima collega upper class e modaiola, sfornati due figli, aveva deciso, come molte, di chiudere il business. Tuttavia, essendo una nota fashion victim, si trovava sommersa da una notevole quantità di abitini pre maman. Chi la conosceva meglio raccontava addirittura , non senza una punta di malizia, di gite a Parigi alla ricerca di abbigliamento da futura mamma. Ché in Italia non ce n'era di abbastanza chic.
Ho quindi intercettato quindi la sua volontà di svuotare gli armadi, riempiendo i miei. Più a costo zero di così...

Bebé
Tra i pochissimi amici con prole che ci ritroviamo (eh sì, trent'anni sono ancora troppo pochi anche solo per pensare a un figlio), ci sono C. e A. Per nostra fortuna A. è una conservatrice seriale. E durante una visita a casa loro, A. inizia ad aprire scatole e scatoloni zeppi di body, tutine, completini, ...ini,..ini. "Quando G. si sbrodolava o si sporcava, mandavo C. a comprare qualche body nuovo di riserva", racconta. Risultato: ci sono più magliette intime di quante ne riusciremo a usare.
A rifornire il guardaroba di Leonardo, ci pensa poi il collega M., neo papà di un bimbo oversize. I vestiti che entrano al piccolo kingkong sono di una-due taglie sopra la sua. Quindi il non così piccolo non ha fatto in tempo a usare la roba primi mesi (che però vista la scicchità sospetto venga da collega P., compagna di desk di M....). Insomma, diventa tutto nostro. I cassetti di Leo, quando Leo è ancora nella pancia, traboccano di vestiti. Carrozzina e passeggino sono gentilmente forniti da cognata e cugini. Culla, lettino (anche se per ora usato poco...ma questa è un'altra storia...) e body di lana antroposofici, dall'ottima collega C. E il flusso non si è interrotto, anche se i benefattori nei mesi sono cambiati; P. è stata sostituita da C.R. che ci ha fornito l'abbigliamento del secondo anno. 

Insomma qui si vive ancora di rendita. A onor del vero, bisogna anche ringraziare la spendacciosità altrui. Ma spendere poco o niente per mamma e bimbo è davvero possibile...anche senza andarselo a cercare (vedi sopra!)




1 commento:

  1. Anche io ho cercato di risparmiare il più possibile, ma ho potuto beneficiare poco dei vestiti si seconda mano... ma quando sono arrivati o arrivano ancora sono i benvenuti.

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