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Visualizzazione post con etichetta maternità. Mostra tutti i post
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mercoledì 1 aprile 2015

Lavoro freelance, non sei così dolce come pensavo...

Ok. Allora. Io mi chiedo: come fanno quelle mamme che lavorano full time, gestiscono figli e casa e la sera hanno ancora la forza e il coraggio di non buttarsi sul divano e svenire con un rivolo di bava alla bocca, ma diligentemente siedono ancora al computer per aggiornare il loro blog? Ho solo due considerazioni da fare in merito.
1. Chapeau.
2. Visto che a occhio e croce queste donne sono la maggioranza della popolazione femminile (che anche se non aggiornano il blog magari la sera stendono i panni o stirano o altro), mi chiedo se non sia io ad essere fatta di un materiale di seconda qualità. Perché pur non lavorando full time (diciamo) e avendo solo n.1 figlio, non aggiorno questo blog da circa due settimane, né mi è quasi mai passato per l'anticamera del cervello. Fino a oggi quando per puro caso, mi è tornato in mente. Oddio, il blog! Orfano della sua mamma! Andiamo a trovarlo.

martedì 3 marzo 2015

Risparmiare tra pance e bebé

Tra i numerosi libri di puericultura esposti sugli scaffali delle librerie, un filone in voga è - forse complice l'infinita crisi economica che ci prosciuga mente e borsellino - quello all'insegna dei consigli sul risparmio. Ovvero di come vivere gravidanza e maternità a costo zero o quasi.
Guardando indietro, ai nove mesi da panciuta e ai 20 successivi in perenne compagnia di un nanetto coi capelli a frittatina, mi rendo conto di aver messo in pratica la filosofia portafoglio friendly, pur non avendo mai letto né consultato la bibliografia di cui sopra.

mercoledì 18 febbraio 2015

Ansie e nevrosi di una (ex) lavoratrice che ci riprova

E poi arriva una sera che ti senti uno straccio, piena di ansie, spaurita come una ragazzina e impreparata alla vita. Quando i nodi vengono al pettine ti rendi conto che non avevi fatto bene tutti i tuoi calcoli. Quando ti eri lanciata, forte della positività del momento, avevi poco consapevolmente rimandato a un tempo successivo la presa di coscienza e i timori ad essa collegati.
Le cose però inevitabilmente procedono, si arriva al dunque e a te tremano le gambe. Rispuntano tutti i fantasmi di un passato non così passato. Un passato che ti mancava, ma che eri anche contenta di esserti messa alle spalle. Perché così quelle paure, proprio quelle, sembravano non appartenerti più. Quando ti rimetti in gioco è dura accettare che ritorna il pacchetto completo. Hai voglia a ripeterti che hai percorso un bel pezzo di strada, che sei maturata, che sei più forte (insomma hai partorito...perdindirindina!). La realtà è un'altra, inesorabile e inequivocabile, ti si piazza davanti e ti spiazza. La coltre di insicurezze, dubbi, sfiducia che avevi messo via insieme ai completi da lavoro ritorna. Torna anche quella vocina profonda che più cerchi di zittire, più ti grida dentro: non sei capace, non ce la puoi fare. E insomma, ti rendi conto, non senza sgomento, che è più dura di quanto ti aspettassi o ti ricordassi.

mercoledì 14 gennaio 2015

Nido, croce e delizia

Quando si è cominciato a parlare del nido per Leonardo, quasi un annetto fa, i pareri erano contrastanti. Dietro pressioni di Gi, decisamente favorevole, avevo acconsentito a preiscriverlo buttandomi dietro le spalle la riflessione sul se fossi o meno dell'idea. Di diverse campane erano anche i nonni ("Sì  mandatelo! La cugina Matilde si divertiva tantissimo" "Assolutamente no! Te lo ritroveresti sempre malato! Piuttosto una babysitter full time!").