Il mondo della cucina non mi ha mai interessato un granché. Preparo di solito pochi piatti semplici, meglio se poco conditi e soprattutto veloci. Mi piace però sognare scorrendo i siti di aitanti food blogger che raccontano e illustrano passo passo, con passione, i propri capolavori culinari. Immagini e video a testimonianza della propria maestria con forno e fornelli.
Tuttavia, ormai da qualche tempo, ho scoperto che una cosa in cucina mi piace davvero farla: il pane.
Amo fare il pane non solo perché è più facile di quanto uno pensi, non soltanto perché fatto a mano è più buono e duraturo, nonché più economico di quello del fornaio. No. Fare il pane - unire farina, acqua, lievito, olio e sale, impastare, vedere crescere l'impasto, cuocere e sentire il profumo quando sforni la pagnotta - è un'operazione un po' magica, che sa di antico. Un qualcosa di dimenticato, che oggi non si fa più. Perfino chi si destreggia abilmente tra cibo e padelle, chi sforna torte e manicaretti di ogni genere, il pane lo acquista di solito in panetteria.
Amo fare il pane non solo perché è più facile di quanto uno pensi, non soltanto perché fatto a mano è più buono e duraturo, nonché più economico di quello del fornaio. No. Fare il pane - unire farina, acqua, lievito, olio e sale, impastare, vedere crescere l'impasto, cuocere e sentire il profumo quando sforni la pagnotta - è un'operazione un po' magica, che sa di antico. Un qualcosa di dimenticato, che oggi non si fa più. Perfino chi si destreggia abilmente tra cibo e padelle, chi sforna torte e manicaretti di ogni genere, il pane lo acquista di solito in panetteria.
